Mattutino V – narratore Ivan

Mentre cammini lentamente, quasi dolorosamente, per gli aristocratici viali della Municipalità Cittadina di Kharinholos, il tuo pensiero continua a ripercorrere ossessivamente gli eventi delle ultime ore. Ti senti per la prima volta impotente e in preda alla confusione.

Il detenuto senza accusa né condanna, un mercante del Velo Purpureo, è stato caricato su un trasporto prigionieri sotto i tuoi occhi, ed ora è in viaggio verso la lontana prigione di Daumaskani, destinato alla sezione dei Cadaveri: quella in cui si viene semplicemente obliati, condanna o no…

La situazione alle Galere Municipali era del tutto spiegata, eppure sottilmente illogica… assurda in modo quasi beffardo, anche se formalmente ineccepibile.

E da quella cella di isolamento è uscito un turbine di messaggi… Un pensiero ti colpisce all’improvviso. Il prigioniero si è servito anche della vostra delegazione per recapitare messaggi, e per lui ne avete trasmesso ben più d’uno. Le parole innocue, signorili, di un uomo perfettamente padrone di sé che, trovandosi preso da un contrattempo, cerca comunque di sistemare i suoi affari. Oppure no?

Le numerose missive di quell’uomo, Aldan Tokaja, ti hanno portato al bazaar di Pangea, poi ai cantieri del porto, infine ad incontrare il sovrintendente della Stazione Ferroviaria di Kharinholos.

Un uomo autorevole, un membro dell’Accademia della Pioggia dei Pensieri. Un uomo con cui hai avuto una lunga conversazione e che ti ha detto cose che ti hanno turbato. Un uomo che, come Tokaja, aveva al dito un sigillo della propria Corporazione danneggiato.

Le sue ultime parole ti sono rimaste impresse come un marchio inestirpabile: “Visto che stiamo parlando in via ipotetica, le sottopongo un’idea. In via ipotetica, s’intende. Supponga che una persona si sia imbattuta in un fatto terribile. E che, svolgendo delle ricerche attraverso i canali giusti, abbia indovinato una verità sconvolgente… Immagini che le Corporazioni di cui lei, i suoi colleghi e io facciamo parte tramino ben più di quanto pensiamo. Immagini che tutte le Corporazioni, non una o due ma proprio tutte, mandino periodicamente dei suoi confratelli a morire in modo intenzionale e pianificato… immagini che questo sangue sia sparso al solo scopo di alimentare la guerra sulla quale le Corporazioni hanno costruito il loro potere, la loro stessa esistenza. Cosa crede che accadrebbe, sempre in via ipotetica, alla persona che ha scoperto tutto questo?”

Dopo quella domanda avete lasciato l’ufficio del sovrintendente. Ma non puoi smettere di pensare al protagonista di quell’idea e al carro diretto a Daumaskani. E comprendi che al discorso del sovrintendente manca (volutamente?) un’ultima parte. Se quella scoperta fosse stata trasmessa ad altri e fosse giunta fino a te, che hai l’incarico di proteggere le Corporazioni dalla prevaricazione di un’incarcerazione ingiustificata, quale sarebbe ora la cosa migliore da fare… in via ipotetica?